Scopo
dell’educazione è quello di condurre il bambino verso la
conoscenza della realtà e del suo significato.
Chi
ha la responsabilità di educare è l'adulto, in primo luogo i genitori, e
lo deve fare con amorevolezza e autorevolezza. "Amorevolezza"
vuol dire che l'adulto propone e non impone. “Autorevolezza”
vuol dire che l’adulto non si limita ad esporre un elenco generico di
ipotesi esplicative della realtà, tra le quali il bambino dovrà poi fare una
scelta, ma ne propone una, quella che di cui egli stesso fa esperienza
positiva.
D’altra
parte questo è il modo naturale di educare, proprio delle persone semplici, che
spesso ottengono i migliori risultati.
L’introduzione
del bambino alla realtà e al suo significato avviene attraverso la
comunicazione di una “tradizione” culturale, acquisita non tanto mediante
una preparazione specifica, ma per
osmosi con l’ambiente umano in cui la famiglia è inserita.
Spesso
questa tradizione culturale viene anche chiamata “patrimonio di valori”.
La
tradizione culturale, il patrimonio di valori trasmesso al bambino da chi lo
accompagna autorevolmente costituisce l’iniziale ipotesi esplicativa della
realtà, che egli, poi, verificherà, giudicandola, o meno, conforme alle sue
esigenze costitutive di felicità.
Il
rischio del rifiuto di tale tradizione è un’opzione possibile, dal momento
che il primo valore da preservare nel rapporto educativo è quello della
libertà.
Due elementi
appaiono fondamentali nel percorso educativo: l'accompagnamento e la tradizione culturale.
Un
accompagnamento significativo avviene solo all’interno di una unità o
com-unità. Non per niente la natura specifica dell’ambiente in cui un bimbo
si apre alla vita è quella di una comunità: la famiglia. Se osserviamo, le
esperienze più significative in campo educativo si avvalgono sempre di un
ambiente comunitario. La Chiesa stessa esercita la sua funzione educativa come
comunità.
La
ragione di questo fatto appare abbastanza evidente: la vita si svolge all’interno
di una trama di rapporti e, perché questi rapporti diventino significativi,
il bambino deve fare esperienza fin da subito della loro ricchezza all’interno
di un ambiente facilitato.